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I valori contano... ma anche le cose di valore. Viva la vita!

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Mi Presento.

LE ORIGINI.

Stefano Ristori, nato nella Capitale il 28 dicembre 1969 , molto probabilmente l’ultimo evento importante dei magnifici anni ’60!

Quinto figlio di Oscar e Rosa, i miei personalissimi eroi, gli inarrivabili per chiunque abbia incontrato fino ad oggi, genitori straordinari, sicuramente un buon motivo per essere venuto al mondo, conoscerli e da privilegiato esserne figlio, l’ultimo dopo Alessandra, Silvia, Giorgia, Marco.

Una cavalcata perfetta e rigorosamente pianicata: Alessandra 1959, Silvia 1961, Giorgia 1963, ( e qui Oscaretto se comincia a innervosì, ma l’omo nun molla) e Olè, tocca a Marco nel 1965!

Festa Finita! Avemo risolto la pratica, er cognome, la Famiglia Ristori avrà il suo futuro. Ma se sà, l’omo è omo e la moglie è la nostra Escort preferita, così in una sera di aprile (Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi, ndo’ siete annati quell’anno? Mollata la marmaglia a nonna e tata per un week romantico?), er cinema chiuso? In tv solo ciofeche? allora…daje và, tagghe, tagghe, tagghe! Olè!

Si infrange la cadenza perfetta, dopo 5 anni, quando er tunnel era bello che passato, probabilmente le dimore erano adeguate per difetto alla famiglia già numerosa, arriva er ciclone, er caterpillar, er Presidente.

La leggenda narra che all’epoca, in cui certo nun facevi una ecografia per sapere il sesso del nascituro, er mitico Oscar, alla sola idea di un’altra miniescort, di un’altra femmina, abbia rivolto parola alla mitica matriarca solo per interposta persona! Credo solo tramite nonna e sorella e mia zia Teta!

Mi risulta però che il 28 dicembre l’omo sorrideva a tutta bocca.

Me voleva chiamare DRAGO, ma credo che la mamma se sia messa de traverso!

Detto ciò, credo di aver subito inciso economicamente de brutto: cambiamo casa a Roma e al mare. Non pianificata voce de spesa da subito: er Presidente.

Mammone all’inverosimile, discretamente viziato per logica dopo 4 figli nun jela fai più a essere troppo rigido. a causa del rischio mostro altissimo!

Rapporto con la scuola ostico da subito, in prima elementare mi rifiuto di sedermi al banco per un periodo “importante”, finchè una mattina, l’amico Federico Santini, si alza, mi viene incontro, me prende per mano e mi mette al banco con lui! Siamo stati grandi amici. (Ciao Fede, ti ricordo con gran affetto, spero tu stia alla gigantesca!)

Ometto tutto il periodo scolastico, piccola inciampata in primo scientifico (istituto san Gabriele in viale Parioli chiaramente a Roma), quattro materie a settembre e poi SECCATO!

La lezione serve e de brutto: non sarò mai più rimandato, ho snazzicato tutti gli anni, alla grande in terzo liceo (per i miei standard) tutti sette, un sei ed un otto.

(Clamoroso al Cibali!) Oscar spalle al muro deve cedere: Honda NS 125 R2, un sogno fino a prima irrealizzabile, ma la media der sette non si batte.

Il tutto grazie a una persona fantastica, Alessandro Sandru detto anche Sandrino per noi, che in maniera assurda insieme ad altri tre splendidi ragazzi, ci ha lasciato all’età di 23 anni (circa). Ricordo che mi faceva studiare con lui tutti i giorni, più piccolo di me ma più maturo sicuramente. (Ciao stella del cielo, ciao mio Sandrino)

Snazzico un 47/60 alla maturità, un evento che rappresenta una svolta nella mia vita: in tre minuti decido e razionalizzo che mai avrei potuto ripetere per enne volte (20 ed oltre ) lo stress e l’ansia generatami dall’esame!

UNIVERSITA’? NO GRAZIE!

Dopo un anno passato a “pascolare ” in ufficio da Papà Ristori Pubblicità, dal 1958, snazzicando qualche lira mettendo decine di migliaia di volantini sui parabrezza delle macchine, inerenti le campagne pubblicitarie dei clienti di Papà o consegnando a domicilio (una volta per esempio: tremila lettere nominative a clienti di un importante negozio -costavo meno der francobollo!-) e quindi però se non ricordo male 1.500.000 de lire, che tra aveccele e nun aveccele: sono stati 3 milioni!

Insomma, frequentavo sicuramente più la palestra che l’ufficio, fu un anno che possiamo definire ‘Snazzicant Year‘, ce può stà!

L’INIZIO DELL’AVVENTURA LAVORATIVA.

Arriva l’estate, correva l’anno 1990, 20 anni abbondanti e Snazzicant Summer in quel di  ‘Punta Ala’ come sempre dalla nascita, amicizie storiche e divertimento. Metodico Er Presidente, dove sto bene amo tornare e poi non è che fosse un anno in cui chiedere molto,  poco avevo combinato e comunque non erano più gli anni d’oro neanche per il Father, quindi stamo bene e pure tanto a Punta Ala!
Una sera di Agosto, il  cognato Giancarlo (soprannominato Baffo o Camorra -random la scelta-), marito della secondogenita Silvia, napoletano DOC e agente di assicurazioni da anni a nel capoluogo partenopeo, mi chiede che programmi avevo per il futuro, dato che mi vedeva bello snazzicante.

Questo momento rappresenta sicuramente una svolta nella mia vita e di questo sempre ringrazierò Er Camorra, non avevo le idee chiarissime e Baffo allora mi dice che a Settembre cominciava a Roma un corso di formazione per figli, dipendenti o collaboratori in genere degli agenti di assicurazioni, organizzato dalla compagnia per la quale lavorava, finalizzato alla vendita, in particolare di Polizze Vita e che se avessi voluto mi avrebbe potuto far fare un colloquio di selezione, ritenendomi adatto ad un lavoro di vendita.

Chiedo a Baffo il costo del corso, all’epoca avevo ancora intonso, il libretto di risparmio con 1.000.000 di lire regalatomi da papà per la maturità, avevo snazzicato durante l’anno con i lavoretti già citati e non intendevo gravare più sui miei, che a mio parere, AVEVANO DATO ABBASTANZA!

Er Camorra, mi dice che non solo non c’era un costo, ma nel caso superassi la selezione era previsto uno stipendio minimo, tipo rimborso spese. La mia risposta? FISSAME ER COLLOQUIO!
Tornato nella capitale, Baffo come previsto, mi dà il numero per fissare il colloquio, devo contattare (cito solo il nome di battesimo) tale Franco, il formatore e capo del C.P.F.A (Centro di Produzione e Formazione Assicurativa), sito in via Tagliamento a Roma, zona mia. Già me piace!

Franco, una delle persone più straordinarie che abbia mai conosciuto, rappresenta parte della mia personalissima fortuna e non intendo economica, intendo come persona.
Il colloquio di selezione, puramente conoscitivo e in cui vengo messo a conoscenza di cosa eventualmente avrei dovuto fare, non essendo io figlio di agente e anche se parente, non con agenzia nella mia città, viene effettuato quasi in maniera “disincentivante“. Cosa ci fa qui questo viziatello figlio di pubblicitario con struttura storica ed avviata? Qualcosa non quadrava a Franco, così mi invita a parlarne ai miei e a pensarci bene.
Io, per rispetto ed educazione mi adeguo, ma già comunico in quella sede : “Ho già deciso, sono pronto a cominciare, dipende da voi se prendermi o meno”.

Dopo 2 giorni, come concordato, contatto telefonicamente Franco, gli confermo la mia disponibilità, mi comunica che accetta la mia candidatura al prossimo corso, mi convoca in via Tagliamento il giorno 1 Ottobre 1990 alle ore 8.28
Questa data e’ una data per me Indimenticabile.

Comincio il Corso di Formazione, siamo un bel gruppo, unico romano tra i nuovi, siciliani, campani, lombardi, pugliesi, sardi, c’era mezza Italia schierata tutti in religioso silenzio ad ascoltare il formatore: Franco. Molto interessante, coinvolgente lui, ma soprattutto molto giovani tutti noi e ricettivi (certo io come romano sicuramente avvantaggiato).

I giorni passano, le nozioni sulle T.P.V. (tecniche e psicologia di vendita) cominciano a fare breccia nella mia testa. Scalpitavo, non vedevo l’ora di mettere o quantomeno provare, a mettere in pratica quanto appreso.
Arriva la giornata in cui ci viene spiegato come fare una telefonata commerciale, finalizzata ESCLUSIVAMENTE a fissare l’appuntamento, ci vengono date delle “schede cliente” già compilate e comincia la prima sessione di telefonate della mia vita.
Stress, timore, vergogna tutti a guardare e ad ascoltare. Ma sai che c’è – dico tra me e me – chissenefrega: si parte!
Mi era stata affidata una zona non proprio centrale, il Prenestino e per una faccetta da culo come la mia un bel test, ‘na bella sberla: via Erasmo Gattamelata, via Alberto da Giussano, chi le aveva mai sentite nominare?
Prima telefonata, primo appuntamento e come dice mia figlia Ludo, la grande e cattiva quando vuole fare la coatta “ma che davero davero”?
Mi gaso, mi esalto, finisco la sessione di telefonate con 7/8 appuntamenti fissati, un ottimo risultato, uno dei migliori credo, ma un dato non importante in quanto potenzialmente fittizio. I non sinceri con loro stessi scrivevano le peggio cazzate: pensa che culo! Prendersi per il culo da soli.
Arriva il giorno dei fatidici appuntamenti.  Vado in affiancamento, accompagnato da un Trainer e ne più e ne meno di una figura come la mia sei mesi dopo il corso, ho avuto la fortuna di essere stato affidato ad un bravo Trainer, Alessandro D. (che ringrazio per la disponibilità e la pazienza). Il Trainer, va detto, aveva il compito di intervenire a supporto del neofita in caso di difficoltà/intoppo.
L’appuntamento e’ da un mito assoluto: Salvatore, tappezziere di Via Gattamelata, 65 anni. Una vita passata a lavorare e farsi il mazzo ‘de brutto, ma i risultati si vedevano: una piccola tappezzeria a conduzione familiare ma con tanto tanto lavoro. Snazzico la presa di contatto, non trovo grandi obiezioni, Alessandro interviene quando serve, fatto sta che non era facilissimo, essendo venditori di Polizze Vita, la cui durata nei corsi andava da 10 a 20 anni….finalizzate a creare una pensione integrativa….con un interlocutore si giovanilissimo, ma non giovanissimo. Dopo 20 minuti, non sapendo più che pesci prendere, la fatidica frase: “Allora me la vuoi fa’ sta cazzo de polizza?!?!?!?!”
Dieci minuti dopo usciamo di li con una, per me mitica, ma mitica a tutti gli effetti (in quanto frutto di una prima visita a sua volta frutto della prima telefonata mai fatta: un mix esplosivo di destino e culo. Polizza durata 5 anni da 1.200.000 lire all’anno con pagamento semestrale a cui corrispondeva al lordo di imposte e interessi di frazionamento una rata di 635.000 Lire +15.000 Lire di diritti di polizza una-tantum, assegno di 650.000 Lire intestato a “La Venezia Assicurazioni S.p.A.”. Lo ricordo come fosse oggi.
Faccio fatica a raccontare le sensazioni una volta usciti dal cliente, ma soprattutto una volta tornati in ispettorato, il nostro ufficio di Via Tagliamento. Musi lunghi, grandi schiaffoni ricevuti, la cosa più normale del mondo. Una sola eccezione, il romano, il privilegiato, con una polizza portata a casa non da amicizie, ma da un contatto a freddo come tutti gli altri!
Non nascondo che quella sensazione non la dimentico, mi ha lasciato il segno. Franco ha strumentalizzato positivamente la situazione, enfatizzando che mettendo in pratica ciò che si era appreso in aula il risultato era effettivamente ottenibile. Mi portava ad esempio, e questa sensazione mi piaceva molto.
Da allora e’ scattato qualcosa in me che probabilmente ha modificato l’assetto della mia vita.
(To be continued)

 

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